Ad agosto si compongono le sezioni, si chiudono le ultime iscrizioni e si mettono in fila gli adempimenti. È il momento in cui torna la domanda che molti coordinatori ci hanno rivolto lo scorso inverno: l'obbligo di registro elettronico per le scuole paritarie vale ancora, oppure era una misura legata solo al 2025/26?
Vale ancora. Non c'è una norma nuova che cambia le carte in tavola, e questo è il punto centrale del pezzo. Qui trovi cosa resta valido, cosa puoi fare adesso in concreto e cosa — onestamente — non è ancora chiarito.
La norma, in due righe
Il decreto legge 45/2025 ha inserito il comma 31-bis nell'articolo 7 del decreto legge 95/2012, estendendo alle scuole paritarie il registro elettronico e la pagella elettronica a partire dall'anno scolastico 2025/2026. La legge 79/2025 lo ha confermato in sede di conversione, parlando di scuole paritarie di ogni ordine e grado e precisando che l'adempimento va assolto senza nuovi oneri per la finanza pubblica.
Se ti serve il quadro completo del testo e delle sue implicazioni, lo abbiamo ricostruito nell'articolo Registro elettronico per asilo nido e scuola dell'infanzia: cosa dice la norma. Questo pezzo parte da lì e guarda all'anno educativo che sta per iniziare.
Cosa resta valido nel 2026/27
Il primo equivoco da sciogliere riguarda la durata. Non si tratta di un adempimento una tantum legato a un singolo anno scolastico: l'obbligo è entrato in vigore con il 2025/26 e prosegue nel 2026/27. Chi rientrava nel perimetro l'anno scorso ci rientra anche adesso, alle stesse condizioni. Non devi cercare una nuova norma: devi confermare quello che hai già impostato.
Il secondo punto è quella formula sui costi, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Detta in modo diretto, significa che lo strumento resta a carico della struttura. Non è previsto un fondo dedicato che copra la spesa, quindi il registro digitale va messo a budget come qualsiasi altra voce organizzativa dell'anno.
Chi è dentro e chi resta fuori
Le scuole paritarie del primo e del secondo ciclo rientrano nell'obbligo senza margini di lettura. Su questo il testo è chiaro e non c'è nulla da interpretare.
Gli asili nido e i servizi educativi 0-3 sono invece fuori: non sono scuole paritarie ai sensi di questa norma e quindi non rientrano nell'adempimento. Per una struttura 0-3 il registro digitale resta una scelta gestionale, da valutare per i suoi vantaggi organizzativi e non come obbligo da assolvere.
È una distinzione che vale la pena mettere per iscritto, soprattutto se gestisci più plessi con fasce d'età diverse: la stessa organizzazione può avere una parte dentro il perimetro e una parte fuori, e le due cose si trattano in modo differente.
Scuole dell'infanzia paritarie: il punto ancora discusso
Qui serve la massima onestà, perché è il nodo su cui riceviamo più domande.
Il comma che riguarda il protocollo informatico specifica espressamente "primo e secondo ciclo". Quello sul registro elettronico, invece, non contiene alcuna specifica di grado. Da questa differenza nasce la lettura prevalente secondo cui anche l'infanzia paritaria sarebbe inclusa nell'obbligo.
Resta un'interpretazione, non una certezza. È una lettura ragionevole e diffusa, ma non è una fonte: è il modo in cui il testo viene comunemente letto in assenza di un chiarimento ufficiale. E un chiarimento ufficiale, al momento in cui scriviamo, non c'è: il Ministero non ha ancora diffuso una circolare che definisca il perimetro di applicazione.
La conseguenza pratica è una sola. Prima di prendere impegni di spesa, verifica la tua posizione con il tuo consulente e con l'ufficio scolastico regionale di competenza. Sono loro a poterti dire come la norma viene applicata al tuo caso e nel tuo territorio. Nessuna corsa e nessuna scadenza da rincorrere: una verifica fatta bene, prima di firmare qualsiasi cosa.
Cosa fare adesso, in concreto
- Metti nero su bianco la posizione di ogni plesso. Per ciascuna sede: fascia d'età servita, natura giuridica, presenza o meno della parità. È la base di ogni decisione successiva.
- Chiedi una conferma scritta. Una mail al consulente e una richiesta all'ufficio scolastico regionale ti lasciano un appiglio documentale, utile anche a distanza di mesi.
- Se già usi un registro digitale, controlla l'uscita dei dati. Verifica di poter esportare e conservare quello che registri, in formati leggibili anche fuori dal software.
- Decidi chi registra cosa. Entrata, uscita, assenze: stabilisci ora chi se ne occupa in ogni sezione e in quale momento della giornata, così a settembre non si improvvisa.
- Allinea informativa e nomine privacy. Se cambi strumento, l'informativa alle famiglie e la nomina del fornitore a responsabile del trattamento vanno aggiornate di conseguenza.
- Prepara la comunicazione alle famiglie. Poche righe nella lettera di inizio anno evitano decine di domande al primo giorno di apertura.
Come si traduce nella giornata di una sezione
Al di là dell'inquadramento normativo, un registro digitale ha senso solo se regge il ritmo reale di una struttura 0-6. In Easy.School il registro digitale è incluso nella licenza: non è un modulo aggiuntivo da acquistare a parte.
Registra entrata, uscita e assenza con ora, accompagnatore e motivazione, e la rilevazione può avvenire a mano, da QR code o da PIN, in base a come è organizzato l'ingresso della struttura. Il diario di bordo aggrega presenza, pranzo, merenda, riposino, bisogni, attività e media della giornata: le educatrici hanno un unico posto in cui annotare, invece di tre quaderni diversi. Le registrazioni ricorrenti si automatizzano per sezione, giorno della settimana e fascia oraria, così quello che si ripete ogni settimana non va riscritto ogni volta.
Sul fronte documentale, i registri si esportano in PDF, Excel e CSV. C'è anche un registro di protocollo con numerazione progressiva per anno, hash SHA-256 sul file ed export ZIP per intervallo di date. Ogni struttura ha un database dedicato, i dati restano nell'area europea, l'atto di nomina a responsabile è scaricabile, il DPO è nominato e le azioni sulle tabelle sono tracciate a log.
Sui costi, visto che la norma non porta finanziamenti con sé, il numero è questo: per i primi 20 bambini iscritti la licenza costa 25 euro al mese oppure 250 euro all'anno più IVA, con 4 GB inclusi. Ogni bambino in più aggiunge 0,60 euro al mese (6 euro all'anno) e 0,2 GB. Le uniche voci a consumo sono i GB extra, gli SMS e le funzioni AI. Easy.School è un gestionale cloud dedicato allo 0-6, sviluppato da una software house romana attiva dal 2010 e usato da oltre 1000 strutture.
In sintesi
Il registro elettronico per le scuole paritarie non era una misura per un solo anno: resta valido nel 2026/27, con lo stesso impianto del 2025/26. Le paritarie del primo e del secondo ciclo sono dentro; i nidi e i servizi 0-3 sono fuori dall'obbligo e valutano il digitale come scelta gestionale; per le scuole dell'infanzia paritarie la lettura prevalente è di inclusione, ma è un'interpretazione e manca ancora una circolare ministeriale che chiarisca il perimetro.
Prima di impegnare risorse, fai verificare la tua posizione dal consulente e dall'ufficio scolastico regionale. Poi scegli lo strumento con calma, guardando a come lavora davvero la tua struttura. Prova Easy.School gratis.